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HISTORY - BENI ARCHITETTONICI - SITI ARCHEOLOGICI - UOMINI ILLUSTRI - MASSERIE

Di Cellino San Marco e del suo territorio si è scritto raramente e, in ogni caso, non sempre in maniera organica e completa. Le poche notizie si possono attingere qua e là, sparse nelle pagine di scrittori locali, su riviste e giornali e in vari documenti d’archivio. Cellino San Marco è un comune della provincia di Brindisi dal 2 gennaio del 1927, quando un R. Decreto ne istituì la Provincia.

Lo stemma di Cellino è costituito da un albero di olivo con la scritta C L, e da un ramoscello di ulivo ed uno di alloro il tutto su fondo argentato.





L’aspetto topografico ed estetico del centro abitato è stato, sino a pochi decenni fa, quello tipico dei paesini pugliesi medioevali: il castello, o meglio il palazzo baronale con intorno ad esso le case imbiancate a calce. Il primo documento scritto su Cellino San Marco risale al 1281, nel quale documento per la prima volta si nominava il nome di "Castrum Cellini". Mentre un successivo documento del 1304 stabiliva che gli abitanti dell'agro di Cellino San Marco dovevano versare una "decima" sui raccolti all'arcivescovo di Oria.
Sul finire del VII secolo d.C. venne costruita dai Bizantini una barriera o "Limes" bizantino o "Limitone dei Greci" (vedi foto a lato), larga circa 6 mt. ed alta circa 1,5 mt. che avrebbe dovuto difendere i domini Bizantini del Salento a sud, dai Longobardi a nord.
Questa linea istmica va da Torre Barraco a Torre Rinalda passando per Sava, Manduria, Oria, Mesagne, Cellino San Marco e San Pietro Vernotico, costeggiando grosso modo il tracciato della via Appia, riconoscibile ancora oggi in quella muraglia di macigni e pietre a secco evidenti specialmente presso il Santuario di S. Cosimo alla Macchia e nel contiguo fossato.
La fondazione del centro si fa risalire al secolo IX, ad opera dei monaci Basiliani, i quali dovettero avere nel luogo una gracia, una casa di campagna, per solleviare dai lavori campestri i coloni e raccogliere le derrate da destinare al Monastero. Vi risiedevano per tale ragione alcuni monaci-conversi, mentre un monaco-sacerdote faceva le sue apparizioni, una volta a settimana, per celebrare la Santa Messa e provvedere all’istruzione religiosa dei contadini e delle loro famiglie. Così, riteniamo, si debba spiegare l’esistenza della Cappella di San Marco (cimitero di Cellino) che vide raccolti in preghiera quei pochi coloni che costituirono il nucleo originario dell’odierno paese. Si presume che la gracia di Cellino dovette dipendere dall’Abbazia di S. Andrea dell’Isola di Brindisi. Dai ritrovamenti antichi, si potrebbe presumere che il posto fosse già esistente nel medioevo.
Il nome di Cellino, deriva dalle olive Celine, un tempo abbondanti in tale zona.
L'aggiunta del protettore San Marco, si deve molto probabilmente alla Serenissima Repubblica di Venezia che aveva lasciato per qualche tempo le reliquie dell'Evangelista, prima che fosse edificata la basilica di San Marco a Venezia, dato che questo paese si offriva come valido avamposto per la particolare posizione strategica.
Nell'immediato dopoguerra fu ritrovata una tomba a forno con materiale proto-appenninico in contrada Masseria Veli. Un’epigrafe latina presso la Masseria Mea e dei resti di epoca Romana nella Masseria Annano.
Del materiale votivo fu rinvenuto tra la Masseria Esperti Vecchi e la Masseria Annano. Dopo che nel secolo XII i Basiliani furono costretti ad abbandonare l’Occidente, la cappella di S. Marco andò in rovina. Nel secolo XVIII il ritrovamento dei ruderi della predetta cappella e di una nicchia con l’immagine di S. Marco, patrono di Cellino, ne suggerirono la ricostruzione. Il Castello del 1578, nella piazza della città, si deve ad Antonio Albrizzi, ed il suo ampliamento alla nobile famiglia dei Chyurlia. Tra le nobili famiglie che dominarono su Cellino ricordiamo: i De Fallosa, i De Noha, Gli stessi Albrizzi e Chyurlia. Come tutte le città piccole e grandi della Puglia, anche Cellino, partecipò ai moti e guerre risorgimentali. Nel 1820 vi fu costruita una vendita carbonara, "La Plebe del Monte Sacro", di cui fu Gran Maestro Martina Giuseppe, che raccolse intorno a se una ventina di cospiratori. Nel 1833 vi sorsero una sezione de "La Giovine Italia", per iniziativa di Melchiorre Passero, ed un circolo rivoluzionario, per iniziativa di Alessandro Lingua, Giovanni Pecoraro, Clemente Mazzotta e Oronzo Bardi. Cellino ha partecipato alle due grandi guerre versando il sangue dei propri figli per gli ideali della Patria e della Libertà. La popolazione attuale conta circa 7500 abitanti.

Palazzo Baronale
 
Limitone dei Greci Particolare

Mappa del Limitone dei Greci

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